Il mostro sotto il letto

Il racconto breve - italiano facile

Il mostro sotto il letto

La stanza di Luca è buia. Le uniche luci nella camera sono quelle prodotte dalle macchine che passando creano delle scie luminose sul muro.

Come ogni sera, la mamma ha raccontato a Luca una fiaba. Niente di pauroso, senza nessun combattimento o strega che vuole mangiare i bambini. Normalmente Luca non ha problemi ad addormentarsi. Quando la mamma spegne la luce Luca si addormenta subito. Ma questa notte, no!

Oggi, all’asilo il suo migliore amico gli ha parlato dei mostri che vivono nelle stanze dei bambini. “Quando fa notte escono dal nascondiglio per farci del male. Gli adulti non possono vederli, solo i bambini possono” ha detto lui.
“Probabilmente hanno un pelo scuro grigio come la notte” pensa Luca. “Un mascheramento perfetto, come gli animali nel mio libro. Purtroppo la mamma non potrebbe aiutarmi”, pensa Luca ansioso.

La notte per Luca è piena di rumori. La vecchia scala di legno che scricchiola sotto i piedi della mamma. I rami dell’albero di fronte a casa che si muovono con il vento. Ma c’è qualcos’altro. Troppo vicino e in basso. Luca si copre la testa con la sua coperta, come una protezione.
Un altro rumore terrifica Luca, questo volta ancora più vicino. “Viene da qui! Proprio da sotto il letto! Sembra un rumore di stridore di artigli. Forse l’attacco è molto vicino”, pensa Luca. Il sudore bagna la sua fronte. “Come sfuggire?” Mille pensieri ballano nella sua testa. Luca si muove verso il fondo del letto senza far rumore. “Così il primo attacco del mostro non avrà successo”, pensa Luca nervoso.
“Ancora questo stridore di artigli!” Con la pelle d’oca Luca prova a concentrarsi e a pensare una strategia per sopravvivere. Un attacco a sorpresa può essere la miglior difesa. “Se la sorpresa dovesse funzionare, forse avrò il tempo per raggiungere la porta e fuggire”, pensa Luca. A denti stretti, Luca salta sul tappeto di fronte al suo letto.

Due occhi verdi e grandi fissano Luca che si gela immediatamente. Il mostro si avvicina lentamente. “Oh no, è troppo tardi per fuggire! Non farmi del male, ti prego”, sussurra Luca, chiudendo gli occhi. Qualcosa di caldo e morbido lo tocca. Un brivido gli scorre lungo la schiena.
La luce fievole dei fari di una macchina illumina per un momento la stanza e Luca apre gli occhi. Con un profondo sospiro prende il suo piccolo mostro tra le braccia. Era solamente il suo gatto grigio, Jerry.

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